Alcuni pregiudizi da sfatare sull’agricoltura idroponica

È naturale avere dei dubbi, no?

L’idea che la frutta e la verdura che mangiamo vengano prodotte in grandi serre hi-tech può fare paura: come è possibile che crescano senza la terra? O senza la luce del sole? E neppure all’aria aperta?

È comune avere dei pregiudizi verso le innovazioni tecnologiche che possono impattare la nostra vita quotidiana.

Ecco allora qualche informazione in più sulla genuinità di questi prodotti.

È vero che le serre idroponiche sono ambienti chiusi, ma questo permette di controllare tutte le sostanze nutritive e le condizioni climatiche (temperatura, umidità, composizione dell’aria, durata e intensità della luce): ciò fa sì che la qualità delle piante aumenti visto che ricevono sempre tutti i nutrienti di cui hanno bisogno e non vanno incontro né a carenze né a danneggiamenti.
Così il loro valore nutrizionale è molto alto e può perfino superare quello degli ortaggi tradizionali: ci sono test di laboratorio che lo certificano, ma può essere sperimentato anche personalmente assaggiandone il gusto.

Grafica pomodori

Nei campi le piante sono esposte all’inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque – causa di tumori, malattie autoimmuni o infettive e numerose altre patologie studiate.
Nelle serre questi agenti nocivi vengono invece abbattuti (per esempio le acque piovane o reflue sono depurate e calibrate nel pH e nell’ossigeno).
Così gli ortaggi sono completamente privi di metalli pesanti come il nichel, principale causa di allergie.

Grafica agricoltrice

Il processo di crescita è lo stesso che avviene nei campi e non si mette in atto nessuno intervento genetico! Le sostanze utilizzate sono inorganiche, ma non per questo nocive: si tratta di macro e micro elementi naturalmente presenti nel terreno, in associazione però ai metalli pesanti (che l’idroponica al contrario evita).
Il suolo, infatti, è anche uno dei maggiori conduttori di malattie così come l’acqua d’irrigazione: gli ambienti salubri e controllati delle serre permettono di eliminare l’uso di fitofarmaci e offrire ortaggi puliti e non contaminati.

Grafica radici

Nelle serre le piante non hanno bisogno di sviluppare lunghe radici in grado di cercare acqua e nutrienti. Questo risparmio di energia viene investito piuttosto in superficie: producono molte più foglie e frutti, oltre che anche più in fretta.
A svilupparsi di meno sono invece infestanti, funghi e parassiti: le coltivazioni quindi non sono attaccate né entrano in competizione per le riserve del terreno. Dall’altra parte, ai coltivatori non servono pesticidi.

Portare nelle classi piccole serre idroponiche come i GrowKit di HortoMio consente ad alunni e alunne di sperimentare e sperimentarsi con semi, acqua e sostanze nutritive.

Per modificare il proprio rapporto con gli alimenti, per rielaborare i concetti stessi di natura e salute.

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